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ANGOLI NASCOSTI DI CASTELFRANCO – concorso fotografico

ANGOLI NASCOSTI DI CASTELFRANCO

CONCORSO FOTOGRAFICO

Dal 07 maggio al 07 giugno 2018 si tiene il concorso fotografico su Castelfranco Veneto, organizzato dal Leo Club con il patrocinio del Comune, volto alla scoperta e alla valorizzazione dei luoghi segreti della città, nonché all’esaltazione delle sue bellezze e particolarità.
La partecipazione al concorso è GRATUITA e APERTA A TUTTI.
Oltre a portare alla luce sguardi differenti sulla nostra città e sulla comunità, questa iniziativa vuole far conoscere il Leo Club e le sue finalità sociali.
Per iscriversi è sufficiente un clic al link:

XIV CONGRESSO INTERNAZIONALE CITTA’ MURATE LIONS

Domenica 4 giugno 2017 si è chiuso il XIV Congresso dell’Associazione Internazionale Città Murate Lions organizzato dal Lions Club di Castelfranco Veneto.

 

E’ stata una tre giorni (2-3-4 giugno) intensa, impegnativa ma molto ricca di apprezzamenti e riconoscimenti da parte delle autorità lionistiche (in primis il Governatore Distrettuale signor Gianni Dovier ed il Presidente dell’Associazione Internazionale Città Murate Lions signor Giuseppe Guerra e di molti past governatori presenti al Congresso), da parte dei partecipanti (presenti 45 club italiani e stranieri con mediamente circa 190 partecipanti nei vari momenti conviviali), da parte delle autorità civili (Sindaco, Vicesindaco), militari e scolastiche presenti nei vari momenti, apprezzamenti e riconoscimenti quindi per l’organizzazione, la gentilezza e l’attenzione dimostrata dal comitato organizzatore e da soci presenti e partecipanti.

 

Un particolare plauso va riconosciuto agli amici del comitato organizzatore ed al suo presidente Roberto Simeoni per il lavoro svolto e per l’ottimo risultato ottenuto nel pieno spirito di “we serve” che caratterizza l’appartenenza ai Lions.

 

E’ stato un enorme pregio della manifestazione esser riusciti a coinvolgere primari operatori della città, in particolare oltre alle autorità del Comune di Castelfranco Veneto:

  • gli studenti di diversi Istituti Scolastici di Castelfranco Veneto
    • IPSSC Liceo artistico “Carlo Rosselli”, per la progettazione del logo del congresso e dell’oggetto ricordo dato a tutti i partecipanti
    • IPSSAR  “Giuseppe Maffioli”,  per l’aiuto all’accoglienza al Teatro Accademico in occasione del Convegno e poi alla serata di Gala
    • Liceo Ginnasio Giorgione, per la professionale e qualificata guida fornita in occasione delle visite al Museo Giorgione ed al Duomo di Castelfranco V.
    • I.T.C.G. “Arturo Martini” per l’assistenza agli ospiti stranieri in lingua francese ed inglese
    • ISISS “Domenico Sartor” per l’allestimento floreale al Teatro Accademico in occasione del Convegno
  • l’Associazione Palio di Castelfranco Veneto, che ha accolto i partecipanti con i suoi figuranti
  • le Parrocchie del Duomo e della Pieve che hanno consentito e favorito la vista al Duomo ed a San Giacomo ove si è anche tenuto uno splendo concerto
  • l’Università di Padova che ha consentito la visita alla villa ed al parco Bolasco
  • l’Associazione “Parco Bolasco Onlus” che ha fornito le guide per la visita al Parco Bolasco
  • la fondazione Canova Onlus che ha favorito la visita al Museo, alla Gipsoteca ed al Tempio canoviano di Possagno
  • la Fondazione Villa Emo, che ha consentito ed agevolato la chiusura del Congresso nel sito di Villa Emo
  • molti altri operatori economici che hanno contribuito a sostenere finanziariamente le spese della manifestazione.

 

 

L’ organizzazione del Congresso è stata il risultato del lavoro di squadra del nostro Club.

 

 

cena didattica IPssar “giuseppe maffioli”

Sono tanti, sono pochi. Devi disporre i tavoli ed i posti al Maffioli, ed all’ultimo momento ne serve certamente uno in più, magari con l’aggiunta di una sedia in ognuno. Fortuna che una serie di deliziosi antipasti fanno da argine ai partecipanti, numerosi oltre ogni aspettativa, fermandoli nella saletta dei ricevimenti. E poi non ditemi che tutta questa improvvisazione non vivacizzi le nostre serate, specie se preparate per un concorso ad alcune borse di studio per ragazzi meritevoli dell’Istituto Alberghiero della Città.
Il Cerimoniere allora dà il benvenuto ai presenti e agli ospiti. Nomi e cognomi, cognomi e nomi, due battute ad un microfono un poco asmatico e l’intervento del Presidente. Dispnoico anche lui? Ma che c’entra la tecnologia fonica se poi entrano portate con ragazze e ragazzi divertenti e divertiti per questa esperienza, nuova per loro, che ne valorizza la professionalità e l’impegno?
Delle tre analoghe, questa è la meglio riuscita sotto il profilo gastronomico, certo, ma anche sotto quello organizzativo.
Un bel discorso poi per gli iper udenti, (i sordastri ne erano esclusi), del prof. Danilo Gasparini cui seguiva la spiegazione dell’intervento dei Lions da parte del Presidente ed un saluto della Preside della Scuola.
Da ultima, una lunga serie di applausi ad una cinquantina di allievi che hanno pacificamente invaso la sala.
Franco Largajolli

Interclub con Magdi Cristiano Allam e Gianluca Salviato

Breve ma ricca di drammaticità e di pathos la narrazione di Gianluca Salviato, rapito in Libia dai terroristi che non esita a chiamare islamici. Per ben 243 giorni legato in catene vere, quelle di ferro, giacendo a terra, dormiva con un occhio aperto nell’attesa che dopo gli altri portassero via anche lui per essere accompagnato al macello. Invece fu tra i fortunati che vennero liberati, non si sa se per il pagamento di un riscatto o se per essere testimone in patria di quella crudeltà che tanto ci spaventa e che loro, i terroristi, usano come deterrente per asservirci. Furono i cannoni a fiaccarci a Caporetto; oggi la paura. Solo la fede ha accompagnato il percorso di prigionia di quest’ uomo che in pochi minuti è riuscito ad elettrizzare una sala gremita di soci dei tre club service di Castelfranco.

Poi è toccato a Magdi Cristiano Allam.

Una profusione di dati, di citazioni e di situazioni, una esposizione chiara e di largo respiro delle sue esperienze e delle sue conoscenze e visione dei problemi della gente comune e dei popoli musulmani, dell’Islam come religione e degli eventi migratori. Da islamico, al Cairo, frequentò una scuola di Salesiani, per poi venire,  profugo ante litteram, in Italia, ove si è convertito al Cristianesimo meritandosi in patria com’è la loro regola, alcune condanne a morte. Non so come si viva con la spada di Damocle sopra il capo. Certo questa incide pesantemente sul tuo modo di vedere le cose, e qui in particolare nell’interpretare i rapporti tra le tre religioni monoteiste alla luce delle parole di pace in assoluto del Vangelo e di quelle del Corano, il cui testo non va interpretato ma solo accettato in toto perché unica e vera parola di Dio, anche nei passi più violenti. Agli astanti dunque era chiaro il problema: l’Islam è davvero una religione di pace?
Poi l’altro attuale argomento: i migranti. Tanti, ma pochi se pensiamo ai 65 milioni in attesa ed al miliardo e trecento di africani che costituiscono la riserva di nuovi fuggiaschi e di nuovi arrivi tra noi. E ad essi io aggiungo, per le guerre, i popoli del medio oriente e per la miseria e l’insipienza politica buona parte dell’Asia meridionale. E sono anche questi per lo più musulmani, capaci di mutare e di alterare pesantemente gli equilibri culturali, di fede religiosa e politica dei popoli europei evolutisi nei secoli fino al comune sentire di oggi. Chiamiamola, se non ce ne vergogniamo, la nostra civiltà, che ha saputo, in nome della laicità, rifiutare al Papa Giovanni Paolo II la citazione delle origini cristiano- giudaiche europee nei propri statuti.
Tutti lo ricordiamo.

Come andrà a finire? Come la metteremo con tutti questi nuovi concittadini in prevalenza maschi adulti che arrivano pagando cifre non da poveracci, in genere ben nutriti, (non Auschwitz di sicuro), e certi di una sicura e civile accoglienza in qualche modo finanziata (manca un miliardo) e quindi sostenuta?

Come sarà con la continua richiesta di nuove moschee, più grandi per creare maggiori centri di convegno e di potere politico ed economico che per l’Islam si traducono in “religione”, visto che non hanno avuto un Mazzini a predicare la libera Chiesa in libero Stato?

Come faremo infine noi, che abbiamo creato il vuoto demografico con lo spaventoso decremento nelle nuove generazioni, qualsiasi siano le motivazioni che le hanno prodotte?

Eppure, dove c’è il vuoto lì si va a riempire, e lo stiamo chiaramente vedendo. Meriterebbe di chiederlo ancora a Magdi Allam dopo che ieri lo ha raccontato in termini perentori e pessimistici senza vie di scampo.

Noi speriamo tutti in un futuro migliore, e che non valga per i nostri figli “l’aprè moi le dèluge” di ben nota memoria.
Franco Largajolli

presentazione libro