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L’evoluzione del Credito Cooperativo


Anche in quest’anno sociale, il nostro club ha intrattenuto frequenti e diversificati rapporti con le Scuole Medie, con gli Istituti Professionali e con enti locali del territorio, per poter meglio esser di aiuto con services di carattere sociale ed iniziative volte a premiare giovani meritevoli. Ed uno dei partner più collaborativi in questo ambito è stato, senza dubbio, il Credito Trevigiano, banca legata al territorio e sempre disponibile ed attenta, per quanto possibile, alle diverse sollecitazioni ed ai bisogni che le vengono manifestati.
Nel quadro di reciproca collaborazione è stata organizzata una serata in cui i soci Lions potessero incontrare i Responsabili del Credito Trevigiano per conoscere, dalla loro viva voce, gli impegni che la Banca intende perseguire tenendo presente l’evoluzione che si sta registrando nell’ambito del mondo del Credito Cooperativo.
Ospiti dell’incontro il presidente del Credito Trevigiano, avv. Pietro Pignata, il vicepresidente dello stesso Istituto, dott. Ilario Novella, ed il direttore generale, dott. Claudio Giacon, i quali hanno confermato che l’Istituto bancario da loro diretto sta rafforzandosi e sta superando bene i difficili momenti registrati nel recente passato.
“Il Credito Trevigiano – ha illustrato l’avv. Pignata – vuole essere protagonista nel nostro territorio e al fianco dei soci e dei clienti, ascoltandone le necessità ed i bisogni, nel rispetto della sua storia che conta 130 anni di vita. Ben vengano, quindi, le diverse proposte sociali e culturali che possano arricchire e far conoscere la nostra zona perché, per quanto possibile, saranno da noi sostenute e la collaborazione con i Lions sono una testimonianza concreta di questa volontà”.
Dopo alcune interessanti domande rivolte agli Ospiti da parte dei presenti, il Presidente Renato Pietrobon ha ringraziato i Responsabili del Credito Trevigiano per esser stati presenti all’incontro e per aver accettato di essere importante partner nelle iniziative del club ed in particolare sponsor del “XIV Congresso dell’Associazione Internazionale Città Murate Lions” che si terrà in Castelfranco Veneto dal 2 al 4 giugno 2017.

Il segreto dei Maro’ – incontro con toni capuozzo


E’ stato nostro ospite e relatore TONI CAPUOZZO, giornalista in zone di guerra (ex Jugoslavia, Somalia, Medio Oriente, Afghanistan), scrittore e già conduttore del programma di Canale 5 “TERRA”, ci ha presentato

“IL SEGRETO DEI MARÒ”

Fra l’altro scrive:
“Potete credere per principio a Latorre e Girone quando dicono: «Siamo innocenti». Potete, sempre per principio, non credergli. Potete considerare le contraddizioni dell’indagine indiana importanti, oppure marginali. Ma chiedetevi: com’è possibile che dopo 5 anni (i fatti risalgono al 15/2/2012) i due marò non siano stati ancora rinviati a giudizio?”

presentazione del xiv congresso città murate lions


Conviviale del 24 gennaio 2017 per la presentazione ai soci del XIV Congresso Città Murate Lions.
Sono intervenuti quali ospiti il Sindaco di Castelfranco Veneto e Presidente della Provincia di Treviso il signor Stefano Marcon, l’assessore alla cultura dottoressa Maria Grazia Lizza e quale ospite relatrice la dottoressa Loredana Borghesan Sindaco di Montagnana e Presidente di Città Murate del Veneto.

Incontro col prof. Paolo Gurisatti

I have a dream. Maybe a nightmare…
Gradevole serata al ristorante della terrazza dell’Albergo Roma. Superba la vista sulle mura della città.
Quaranta persone ad ascoltare il prof. Paolo Gurisatti, dal curriculum invidiabile, che ci ha intrattenuti sul tema: “Debiti, banche e strade. Le nuove sfide del Veneto centrale“.
Argomenti che riassumono in sé tutti i problemi e le magagne di questa nostra città, di quelle confinanti e dell’intera pedemontana veneta.
Di debiti ce n’è per tutti. Quelli pubblici, con la loro fetta regionale, e quelli privati, resi più gravosi dalle tristemente note vicende delle banche locali. Ma debiti anche ambientali, laddove negli anni scorsi, con conferma delle carote del ghiaccio polare, si è sempre ecceduto nell’incrementare la CO2 dell’aria, cui aggiungere nei secoli industriali i diversi veleni che la produzione comporta, per non parlare del PFAS della zona della lavorazione delle pelli che ha reso non più potabile l’acqua di falda in buona parte del vicentino e del padovano. Una cosuccia da nulla. Per un’unità di CO2 ci vuole mezzo millennio e non basta a riequilibrare le concentrazioni gassose. Diciamolo pure ai sindaci di New Dehli, di Shangai e di Pechino, nonché ai responsabili delle nazioni più inquinanti del mondo, ma anche a noi che nel nord Italia disegnamo una grossa semiluna produttiva prevalentemente pedemontana e sopratutto manifatturiera, capace ancora di qualche sviluppo.
Come coprire questi debiti? Aumentando le comunicazioni stradali, (la nostra superstrada ne è un esempio), rendendo così il traffico più fluido ed agile nel trasporto su gomma. Ne conseguirà un maggiore sviluppo delle attività produttive, con espansione dell’occupazione e crescita delle retribuzioni e delle entrate in generale, con cui affrontare i debiti nazionali, bancari e privati.
Semplice, no? I paesi che hanno accolto le delocalizzazioni staranno a guardare, l’inquinamento subirà un arresto dagli studi nel frattempo evoluti sulle dinamiche pollutive, si arresterà la globalizzazione e tornerà il benessere nei triangoli di prato residuali ancora liberi tra le strisce d’asfalto delle nostre periferie a tutto vantaggio dell’edilizia.
Una nuova età dell’oro attende dietro l’angolo.
Un sogno od un incubo? Chissà.
Franco Largajolli

cena didattica IPssar “giuseppe maffioli”

Sono tanti, sono pochi. Devi disporre i tavoli ed i posti al Maffioli, ed all’ultimo momento ne serve certamente uno in più, magari con l’aggiunta di una sedia in ognuno. Fortuna che una serie di deliziosi antipasti fanno da argine ai partecipanti, numerosi oltre ogni aspettativa, fermandoli nella saletta dei ricevimenti. E poi non ditemi che tutta questa improvvisazione non vivacizzi le nostre serate, specie se preparate per un concorso ad alcune borse di studio per ragazzi meritevoli dell’Istituto Alberghiero della Città.
Il Cerimoniere allora dà il benvenuto ai presenti e agli ospiti. Nomi e cognomi, cognomi e nomi, due battute ad un microfono un poco asmatico e l’intervento del Presidente. Dispnoico anche lui? Ma che c’entra la tecnologia fonica se poi entrano portate con ragazze e ragazzi divertenti e divertiti per questa esperienza, nuova per loro, che ne valorizza la professionalità e l’impegno?
Delle tre analoghe, questa è la meglio riuscita sotto il profilo gastronomico, certo, ma anche sotto quello organizzativo.
Un bel discorso poi per gli iper udenti, (i sordastri ne erano esclusi), del prof. Danilo Gasparini cui seguiva la spiegazione dell’intervento dei Lions da parte del Presidente ed un saluto della Preside della Scuola.
Da ultima, una lunga serie di applausi ad una cinquantina di allievi che hanno pacificamente invaso la sala.
Franco Largajolli

Interclub con Magdi Cristiano Allam e Gianluca Salviato

Breve ma ricca di drammaticità e di pathos la narrazione di Gianluca Salviato, rapito in Libia dai terroristi che non esita a chiamare islamici. Per ben 243 giorni legato in catene vere, quelle di ferro, giacendo a terra, dormiva con un occhio aperto nell’attesa che dopo gli altri portassero via anche lui per essere accompagnato al macello. Invece fu tra i fortunati che vennero liberati, non si sa se per il pagamento di un riscatto o se per essere testimone in patria di quella crudeltà che tanto ci spaventa e che loro, i terroristi, usano come deterrente per asservirci. Furono i cannoni a fiaccarci a Caporetto; oggi la paura. Solo la fede ha accompagnato il percorso di prigionia di quest’ uomo che in pochi minuti è riuscito ad elettrizzare una sala gremita di soci dei tre club service di Castelfranco.

Poi è toccato a Magdi Cristiano Allam.

Una profusione di dati, di citazioni e di situazioni, una esposizione chiara e di largo respiro delle sue esperienze e delle sue conoscenze e visione dei problemi della gente comune e dei popoli musulmani, dell’Islam come religione e degli eventi migratori. Da islamico, al Cairo, frequentò una scuola di Salesiani, per poi venire,  profugo ante litteram, in Italia, ove si è convertito al Cristianesimo meritandosi in patria com’è la loro regola, alcune condanne a morte. Non so come si viva con la spada di Damocle sopra il capo. Certo questa incide pesantemente sul tuo modo di vedere le cose, e qui in particolare nell’interpretare i rapporti tra le tre religioni monoteiste alla luce delle parole di pace in assoluto del Vangelo e di quelle del Corano, il cui testo non va interpretato ma solo accettato in toto perché unica e vera parola di Dio, anche nei passi più violenti. Agli astanti dunque era chiaro il problema: l’Islam è davvero una religione di pace?
Poi l’altro attuale argomento: i migranti. Tanti, ma pochi se pensiamo ai 65 milioni in attesa ed al miliardo e trecento di africani che costituiscono la riserva di nuovi fuggiaschi e di nuovi arrivi tra noi. E ad essi io aggiungo, per le guerre, i popoli del medio oriente e per la miseria e l’insipienza politica buona parte dell’Asia meridionale. E sono anche questi per lo più musulmani, capaci di mutare e di alterare pesantemente gli equilibri culturali, di fede religiosa e politica dei popoli europei evolutisi nei secoli fino al comune sentire di oggi. Chiamiamola, se non ce ne vergogniamo, la nostra civiltà, che ha saputo, in nome della laicità, rifiutare al Papa Giovanni Paolo II la citazione delle origini cristiano- giudaiche europee nei propri statuti.
Tutti lo ricordiamo.

Come andrà a finire? Come la metteremo con tutti questi nuovi concittadini in prevalenza maschi adulti che arrivano pagando cifre non da poveracci, in genere ben nutriti, (non Auschwitz di sicuro), e certi di una sicura e civile accoglienza in qualche modo finanziata (manca un miliardo) e quindi sostenuta?

Come sarà con la continua richiesta di nuove moschee, più grandi per creare maggiori centri di convegno e di potere politico ed economico che per l’Islam si traducono in “religione”, visto che non hanno avuto un Mazzini a predicare la libera Chiesa in libero Stato?

Come faremo infine noi, che abbiamo creato il vuoto demografico con lo spaventoso decremento nelle nuove generazioni, qualsiasi siano le motivazioni che le hanno prodotte?

Eppure, dove c’è il vuoto lì si va a riempire, e lo stiamo chiaramente vedendo. Meriterebbe di chiederlo ancora a Magdi Allam dopo che ieri lo ha raccontato in termini perentori e pessimistici senza vie di scampo.

Noi speriamo tutti in un futuro migliore, e che non valga per i nostri figli “l’aprè moi le dèluge” di ben nota memoria.
Franco Largajolli

presentazione libro